Archive for luglio, 2013

Dirk Hamilton, l’uomo che ha “un blues per tutti”.

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L’artista californiano, con il chitarrista dei Bluesmen Roberto Formignani, firma la seconda serata del “Rock & the Wine” di Clavesana, tappa langarola del CSRRF, nel segno del Dolcetto e della musica d’autore. Con un piccolo scoop finale. Read More »

James Maddock, an englishman in NYC (via Langhe)

maddock invito

La sessione estiva del CSRRF si è inaugurata l’8/7 scorso nelle Langhe, ospiti degli ormai consolidati amici di Clavesana, i signori del Dogliani e del Dolcetto. E il 20/7, nella chiesa delle Surie, tocca al grande Dirk Hamilton.

Fenomenale esibizione del cantautore nel cortile dell’ex scuola delle Surie, lunedì 8 luglio, trasformata per l’occasione da “pensatoio” privato della cantina di Clavesana in venue per musica d’autore e in arena gastronomica per uno dei cibi più “rock” che ci siano: l’hamburger. Ma di carne di razza piemontese e accompagnato dal premiato Dogliani 2012 docg della casa.
Un’atmosfera euforica fin dal sound check, avvenuto tra gli effluvi della piastra e abbondanti bicchieri di vino, e divenuta incantata quanto il sole si è abbassato e la James Maddock Band è salita sul palco voltando le spalle alle Alpi e al tramonto.
Ne sono venute quasi due ore di concerto, durante le quali James e i suoi compari – Chris Farr alla batteria, David Marks al basso, il funambolico Ryan Scott alla chitarra e l’istrionico Oli Rockberger alle tastiere – hanno rivisito il repertorio vecchio e nuovo del cantautore, dimostrandosi capaci di toccare tutte le numerose corde di cui è intrecciata l’ispirazione maddockiana.
Sorprendenti oltre ogni previsione sia la compattezza del suono che la capacità di modulare con naturalezza il mood delle differenti canzoni, passando dal lirismo al rock and roll, dal suono melodico a quello stridente, con una perizia strumentale pari alla vastità delle tante e ben riconoscibili fonti ispirative. Duttilissima la sezione ritmica, di gran scuola il manico di Ryan Scott (l’individuazione dei tanti stili che si fondono nel suo modo di suonare è un gioco all’interno dello spettacolo) e imprevedibili le uscite di Oli Rockberger, non immune perfino da certi rigurgiti di punk rock californiano d’annata.
Su tutti, poi e ovviamente, la voce di Maddock, la sua intonazione mai banale, la sua sobrietà, il feeling mai esibizionista e una tavolozza di toni e umori vasta quanto basta per dare alle canzoni e al concerto le giuste vibrazioni.
Suonato quasi per intero il nuovo album “Another Life“, appena uscito, e una raffinata versione acustica di “My Old Neighborood“, brano pubblicato come singolo l’anno scorso e già divenuto un piccolo classico.
Alla fine, doppio bis e tutti nuovamente a sciamare, musicisti compresi, verso il bancone degli hamburger e del Dolcetto.
E’ bello immaginare che affacciati alle finestre dell’ex scuola rurale che guarda il Monviso ci fossero i volti dei mille alunni passati dalle aule. Che mai avrebbero pensato (ma certamente avrebbero voluto) di vedere qualcosa di simile nel loro cortile.