Willie Nile chiude alla grande la prima edizione del festival con un concerto travolgente, salutato in apertura da Antonio Zirilli & the Blastwaves.

Basterebbe un elenco delle cover (eccone alcune: Satisfaction, All along the watchtower, Police on my back, Rite of spring, People who died…) per far venire l’emicrania a chi non c’era. Ma il musicista di Buffalo ha scosso tutti con una carrellata di classici e alcuni pezzi del suo nuovo album “The innocent ones”, presentato in anteprima mondiale e in una speciale edizione per il mercato italiano. Ovviamente venduto “in diretta” a tutti i presenti.

Tutto è cominciato con un regalo a sorpresa per Willie, che come band di apertura si è trovato sul palco l’amico Antonio Zirilli & the Blastwaves (chi sono? Prima visitate il loro sito e poi studiatevi un po’ di genealogie del r’n'r, ci saranno sorprese). Dopodichè sono saliti on stage Frankie Lee, Johnny Pisano, Jorge Otero e Robert Anthony Noonan, ovvero Willie Nile, e lunghe ondate di rock si sono riversate nel teatrino di Rapolano Terme. Due ore di concerto tiratissimo, una manciata di memorabili cover, alcuni vecchi classici (Across the river, Poor boy, Vagabond moon) e ballate destinate a diventarlo (Streets of New York), un pensiero a chi non c’è più (Jim Carroll, Jimi Hendrix, Tuli Kupferberg) e un nuovo cd (The innocent ones) dedicato proprio agli innocenti di ogni genere, tipo, latitudine e categoria. Il tutto in bilico tra lirismo e potenza, riff e melodia. Ed una coda mattutina a leggere ad alta voce i versi di Allen Ginsberg davanti agli occhi rapiti di mia moglie Daniela. Perchè il Crete Senesi Rock Festival non è un festival “normale”, di quelli che finiscono e poi tutti a letto. E’ qualcosa che continua, tra i poggi ondulati delle Crete, nelle case, nella testa della gente.

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