Nick Hornby

Education. Ediz. italiana (An) | Hornby Nick
2010, Guanda | € 12,00
Twickenham, Londra, 1961. Jenny, sedici anni, un violoncello più grande di lei e una borsa piena dei libri che la porteranno dritta a Oxford, sta aspettando alla fermata dell’autobus. Piove a dirotto ed è già fradicia quando una Bristol rosso fiammante le si accosta. L’uomo a bordo, David, trentacinque anni passati fra concerti e gallerie d’arte, attacca discorso con una scusa. Comincia così il racconto dell’educazione sentimentale di un’adolescente che si trova a dover scegliere troppo presto fra il piacere e il dovere, fra un mondo fatto di studio e regole imposte dai genitori, e uno opposto in cui lei, sigaretta in bocca e coppa di champagne in mano, arriverà addirittura a Parigi, la città dei suoi sogni. Ma l’affascinante David ha qualcosa da nascondere… Una storia divertente e insieme profonda che racconta la perdita dell’innocenza e il salto nel buio verso l’età adulta non solo di Jenny, ma di tutto un Paese, l’Inghilterra, appena uscito dal perbenismo degli anni Cinquanta e già alle prese con un vero e proprio capovolgimento dei valori e dei costumi tradizionali. Nick Hornby, grande appassionato di cinema e già autore di due libri da cui sono stati tratti film di successo (Alta fedeltà e Un ragazzo), si cimenta direttamente con una sceneggiatura, prendendo spunto dal saggio autobiografico della giornalista inglese Lynn Barber.


Shakespeare scriveva per soldi. Diario di un lettore | Hornby Nick
2010, Guanda | € 8,00
Una lettura tira l’altra, almeno secondo Nick Hornby, che ancora una volta ci guida tra gli scaffali della sua personalissima biblioteca, dispensando con tono cordiale dubbi, consigli e confidenze. Ci sono classici e novità, opere di amici e di esordienti, alcuni volumi acquistati e poi subito riposti in un canto, ma soprattutto libri letti, divorati o lasciati a metà, magari ripresi o abbandonati per sempre. Nel suo nuovo diario di letture Hornby non segue un copione prestabilito. In accordo con la sua idea di letteratura, si lascia guidare da passioni ed entusiasmi profondamente radicati nella vita, senza badare ai pareri della critica ufficiale. Si passa da un saggio su Shakespeare a un graphic novel, da Henry Miller alla letteratura per l’infanzia e ai libri per gli adolescenti, un genere, quest’ultimo, di cui Hornby si è recentemente infatuato. Non manca una parte dedicata ai film, sempre visti con l’occhio dello scrittore appassionato di storie mai banali, specie se ruotano attorno alla vita di un genio della musica come Bob Dylan. E durante i Mondiali di calcio, per guardare ogni giorno le partite assieme ai suoi amici e fare qualche scommessa via Internet, Hornby riesce persino a passare un mese senza libri. Per poi rituffarvisi subito.


Shakespeare scriveva per soldi. Diario di un lettore | Hornby Nick
2009, Guanda | € 14,50
Una lettura tira l’altra, almeno secondo Nick Hornby, che ancora una volta ci guida tra gli scaffali della sua personalissima biblioteca, dispensando con tono cordiale dubbi, consigli e confidenze. Ci sono classici e novità, opere di amici e di esordienti, alcuni volumi acquistati e poi subito riposti in un canto, ma soprattutto libri letti, divorati o lasciati a metà, magari ripresi o abbandonati per sempre. Nel suo nuovo diario di letture Hornby non segue un copione prestabilito. In accordo con la sua idea di letteratura, si lascia guidare da passioni ed entusiasmi profondamente radicati nella vita, senza badare ai pareri della critica ufficiale. Si passa da un saggio su Shakespeare a un graphic novel, da Henry Miller alla letteratura per l’infanzia e ai libri per gli adolescenti, un genere, quest’ultimo, di cui Hornby si è recentemente infatuato. Non manca una parte dedicata ai film, sempre visti con l’occhio dello scrittore appassionato di storie mai banali, specie se ruotano attorno alla vita di un genio della musica come Bob Dylan. E durante i Mondiali di calcio, per guardare ogni giorno le partite assieme ai suoi amici e fare qualche scommessa via Internet, Hornby riesce persino a passare un mese senza libri. Per poi rituffarvisi subito.

La recensione de L’Indice
Il volume raccoglie quindici testi tratti dalla rubrica tenuta da Nick Hornby per la rivista americana “The Believer”, di cui alcuni già apparsi in italiano su “Internazionale”. Ciascun pezzo recensisce le letture recenti dell’autore, che con piglio personalissimo ci conduce tra i suoi scaffali immaginari. Ci immergiamo così in una selva di romanzi, raccolte di poesie, saggi, reportage, graphic novel, vecchi e nuovi, divorati o lasciati a metà, che grazie alle impressioni, alle emozioni e ai collegamenti suscitati diventano protagonisti di queste pagine vivaci e asistematiche. Si ritrovano però a dividere la scena con il narratore, che vi irrompe di continuo per divertirci con gli aneddoti sulla sua famiglia, sulla sua ispirazione alla lettura, sulla politica e il costume contemporanei e, soprattutto, con le appassionate riflessioni sull’amato Arsenal e sui mondiali di calcio 2006. E grazie a questo spassoso tour letterario veniamo a scoprire le meraviglie nascoste della letteratura per ragazzi, nonché i vizi e le virtù di tanta narrativa e saggistica contemporanea, il tutto condito da frequenti riferimenti alla musica leggera e al cinema. L’ambito di riferimento è naturalmente, con pochissime eccezioni, quello anglosassone di diffusione internazionale. Ma l’effetto ultimo di queste scorribande letterarie è quello di instillarci l’acuto desiderio di intraprendere una lunga serie di letture, senza limiti di cultura, lingua o genere, e soprattutto senza la preoccupazione di dover distinguere tra ciò che è “alto” e prestigioso e ciò che invece non lo è.


Tutta un’altra musica | Hornby Nick
2009, Guanda | € 17,00
Ci sono coppie in perenne calma piatta. Annie e Duncan lo sanno bene. Convivono da quindici anni a Gooleness, torpida cittadina inglese sul mare, e la loro esistenza è scandita da qualche lettura in comune, l’uscita di un nuovo film, ogni tanto un concerto a Londra. Non hanno figli e nemmeno rischiano di averne, vista l’evanescenza della loro vita sessuale. Ma da un po’ di tempo Annie prova un impellente desiderio di maternità, mentre Duncan non fa che coltivare la sua unica, ossessiva passione: Tucker Crowe, cantante cult americano sparito dalla scena musicale intorno alla metà degli anni Ottanta. La venerazione per Tucker, condivisa via Internet da qualche centinaio di adepti sparsi per il mondo, assorbe ogni istante delle sue giornate; e Annie comincia a chiedersi che senso abbia continuare una relazione che forse è stata solo una perdita di tempo. In questa quiete inamovibile, a Duncan arriva per posta una versione inedita dell’album più famoso di Tucker. È la scintilla che innesca una serie di eventi inaspettati, che porterà l’insoddisfatta Annie a conoscere Tucker in persona… Il nuovo romanzo di Nick Hornby si snoda sotto il binomio amore e musica, ma coglie anche in modo inatteso, originale, il tema della creatività e dei suoi alti e bassi, incarnato da questo ex musicista squattrinato in perpetua crisi, titanico esempio di fallito sentimentale.


Tutto per una ragazza | Hornby Nick
2009, Guanda | € 8,50
Sam vive a North London; sedici anni, gli ormoni impazziti e una passione grande, come tutti i suoi coetanei: lo skateboard. E l’Eroe, il suo Eroe, è Tony Hawk, il più grande skater del mondo. Lui lo adora, ha il suo poster in camera, gli parla, si confronta con lui. E a chi se non al proprio eroe si possono raccontare le paure, le ansie, i problemi? Forse a una mamma come quella di Sam, giovane, carina, comprensiva, che ha conquistato anche gli amici del figlio. Del resto lei è una mamma davvero particolare e molto vicina al figlio, visto che lo ha avuto a sedici anni. E proprio a quella stessa età Sam conosce Alicia, con la quale è amore a prima vista, passione totalizzante e simbiotica come può esserlo solo a quell’età. Ma poi purtroppo, proprio quando – come succede solo a quell’età – il rapporto si sta ormai sfilacciando, Alicia scopre di essere incinta. Terrorizzato dal dover annunciare ai rispettivi genitori la drammatica verità e distrutto dalla visione terribile di un futuro fatto di pannolini e incomprensioni matrimoniali – prospettatagli dal suo idolo che tra le altre mille qualità ha anche quella di farlo “viaggiare” nel futuro – , Sam sceglie la fuga ad Hastings. Ma la sua fuga avrà breve durata.


Febbre a 90º | Hornby Nick
2008, Guanda | € 8,00
Raccontando la sua storia di tifoso, Nick Hornby ci descrive i multiformi aspetti di un’ossessione: le abitudini, i riti, i tic, i sogni, le depressioni di un assiduo frequentatore di stadi. I molti appassionati del calcio possono ritrovare in questo racconto una parte della loro stessa vita. Perché la febbre del calcio, a tutte le latitudini, sembra essere la stessa e sembra rispecchiare le venture e le sventure della vita privata.


Non buttiamoci giù | Hornby Nick
2008, Guanda | € 8,50
Su un altissimo grattacielo londinese, la notte di San Silvestro, mentre imperversano botti e festeggiamenti, un presentatore televisivo in crisi matrimoniale e professionale decide di suicidarsi buttandosi giù dall’ultimo piano. Ma al momento decisivo si accorge di non essere da solo su quel grattacielo: c’è vicino a lui una donna disperata, senza lavoro e senza marito, alle prese con un figlio autistico. Anche lei sta per buttarsi giù. Ma spuntano anche una ragazzina di 15 anni, sedotta e poi lasciata da un ragazzo, e un musicista americano fallito, ora cameriere in una pizzeria, pure lui abbandonato dalla ragazza. Anche loro vogliono suicidarsi. Forse sono un po’ troppi…


Tutto per una ragazza | Hornby Nick
2008, Guanda | € 15,00
Sam vive a North London; sedici anni, gli ormoni impazziti e una passione grande, come tutti i suoi coetanei: lo skateboard. E l’Eroe, il suo Eroe, è Tony Hawk, il più grande skater del mondo. Lui lo adora, ha il suo poster in camera, gli parla, si confronta con lui. E a chi se non al proprio eroe si possono raccontare le paure, le ansie, i problemi? Forse a una mamma come quella di Sam, giovane, carina, comprensiva, che ha conquistato anche gli amici del figlio. Del resto lei è una mamma davvero particolare e molto vicina al figlio, visto che lo ha avuto a sedici anni. E proprio a quella stessa età Sam conosce Alicia, con la quale è amore a prima vista, passione totalizzante e simbiotica come può esserlo solo a quell’età. Ma poi purtroppo, proprio quando – come succede solo a quell’età – il rapporto si sta ormai sfilacciando, Alicia scopre di essere incinta. Terrorizzato dal dover annunciare ai rispettivi genitori la drammatica verità e distrutto dalla visione terribile di un futuro fatto di pannolini e incomprensioni matrimoniali – prospettatagli dal suo idolo che tra le altre mille qualità ha anche quella di farlo “viaggiare” nel futuro – , Sam sceglie la fuga ad Hastings. Ma la sua fuga avrà breve durata.

La recensione di IBS
La vita a sedici anni è una giostra continua, una strada piena di dossi e di tornanti. Se poi la famiglia in cui sei nato è la classica famiglia sgangherata, con un padre che non paga gli alimenti e una madre trentunenne troppo giovane e avvenente, il disincanto è assicurato. Meglio uscire con gli amici per provare un nuovo trick di skate, meglio restare chiuso in camera a parlare con il poster di Tony Hawk, il più grande skater di tutti i tempi, ma anche un vero e proprio amico che dalla parete della stanza ci ascolta e spesso, roba da non credere, ci risponde.
Sam vive così, alle prese con l’odiata prof di matematica e con le ragazzine capricciose della sua scuola, con un’età in cui non sei mai davvero contento e con la paura di inciampare in quell’unico, definitivo errore che ha già rovinato la vita di sua madre, di suo nonno e del padre di suo nonno. Che sia proprio Alicia il fatidico errore? Può darsi, ma lei è una di quelle ragazze di cui ci si innamora subito, dopo due secondi, una storia che capita proprio al momento opportuno e che Sam non può evitare.
Quello che succede dopo è tutto un precipitare di eventi. Il sesso, vissuto con la leggerezza tipica degli adolescenti, ma anche le sue conseguenze, pesanti come macigni piombati nel mezzo di una vita tranquilla, troppo difficili da gestire…
Anche stavolta Nick Hornby riesce a raccontarci una storia tenera ma carica di significati, un romanzo di formazione destinato ai teenagers, intriso del loro mondo e del loro linguaggio, ma anche a coloro che teenagers non lo sono più e che hanno voglia di ricordare e di sorridere pensando ai piccoli grandi bivi che si incontrano a quell’età. Hornby racconta questo mondo con il solito piglio scanzonato e a volte canzonatorio a cui ci ha abituati, senza però mai cadere nella banalità delle descrizioni. I suoi personaggi, Sam in particolare, è lontanissimo dallo stereotipo dell’adolescente che descrivono gli scrittori di ultima generazione: il giovane ribelle oppure il ragazzo che agisce e ragiona come un adulto. Sam è un sedicenne normale, un ragazzo che un giorno crede di possedere i superpoteri mentre il giorno dopo ha difficoltà ad allacciarsi le strighe delle scarpe. Per questo il libro si legge in un soffio, lasciando di tanto in tanto lo spazio per un sorriso e, perché no, anche per una riflessione seria sulla vita, le sue pieghe, i suoi tornanti.


Tutto per una ragazza. Audiolibro. 6 CD Audio | Hornby Nick
2008, Salani | € 19,80
Sam vive a North London; sedici anni, gli ormoni impazziti e una passione grande, come tutti i suoi coetanei: lo skateboard. E l’Eroe, il suo Eroe, è Tony Hawk, il più grande skater del mondo. Lui lo adora, ha il suo poster in camera, gli parla, si confronta con lui. E a chi se non al proprio eroe si possono raccontare le paure, le ansie, i problemi? Forse a una mamma come quella di Sam, giovane, carina, comprensiva, che ha conquistato anche gli amici del figlio. Del resto lei è una mamma davvero particolare e molto vicina al figlio, visto che lo ha avuto a sedici anni. E proprio a quella stessa età Sam conosce Alicia, con la quale è amore a prima vista, passione totalizzante e simbiotica come può esserlo solo a quell’età. Ma poi purtroppo, proprio quando – come succede solo a quell’età – il rapporto si sta ormai sfilacciando, Alicia scopre di essere incinta. Terrorizzato dal dover annunciare ai rispettivi genitori la drammatica verità e distrutto dalla visione terribile di un futuro fatto di pannolini e incomprensioni matrimoniali – prospettatagli dal suo idolo che tra le altre mille qualità ha anche quella di farlo “viaggiare” il suo protetto nel futuro – , Sam sceglie la fuga ad Hastings. Ma la sua fuga avrà breve durata. Letto da Maurizio Merluzzo.


Una vita da lettore | Hornby Nick
2008, Guanda | € 8,50
Libri ricevuti, libri recensiti, libri comprati e mai letti, libri che prima o poi bisognerà leggere, libri letti davvero, finalmente: un labirinto di letture di tutti i generi, dai classici alle biografie degli sportivi, dalle raccolte di versi ai graphic novel, dai romanzi appena usciti a quelli imperdibili dell’800… Schiacciato dal mucchio delle letture a cui non si può rinunciare, Nick Hornby prova, con leggerezza e ironia, a trovare qualche criterio per orientarsi nel dedalo delle letture, racconta le sue preferenze e le sue antipatie e soprattutto restituisce una gioiosa voglia di leggere. Perché è vero che ogni tanto è meglio una partita di calcio… ma è anche vero che se il libro è bello, non c’è partita né concerto rock che tenga.


Come diventare buoni | Hornby Nick
2007, TEA | € 8,60
Come si fa a diventare buoni? E soprattutto, che cosa significa essere buoni? Katie Karr non se l’è mai chiesto: una donna che ha scelto di diventare medico per aiutare gli altri e che ha cresciuto i figli ai valori morali più profondi non ha nemmeno bisogno di chiederselo. Finché quella donna non tradisce il marito. E allora il marito, David, decide di dare una svolta alla sua vita. Abbandona le arguzie sarcastiche con le quali non risparmiava nessuno, nemmeno la moglie e i figli, e rinuncia a versare veleno su tutto e tutti nella rubrica che firmava regolarmente su un quotidiano locale; insomma smette di essere “l’uomo più arrabbiato di Holloway” per diventare buono. Ma buono sul serio, facendo perdere a Katie ogni punto di riferimento.


Un ragazzo | Hornby Nick
2007, TEA | € 8,60
Will Freeman è un londinese trentaseienne, ma con molte caratteristiche e interessi da “ragazzo”, il quale vive di una rendita lasciatagli dal padre. Frequenta riunioni di genitori single allo scopo di conoscere giovani mamme sole e piacenti; l’ideale è se è separata, meglio se abbandonata, con figli e con molti altri problemi, cioè: ognuno a casa sua e zero complicazioni. Al varco lo aspettano due belle sorprese: 1. Fiona, troppo hippy, troppo vegetariana, troppo fissata con Bob Marley, e soprattutto 2. Il figlio di Fiona, Marcus, 12 anni, che non sa nulla di calcio, ai Nirvana preferisce J. Mitchell e ha un disperato bisogno di qualcuno che gli dia le istruzioni per l’uso del mondo…


Non buttiamoci giù | Hornby Nick
2006, Guanda | € 15,50
Su un altissimo grattacielo londinese, la notte di San Silvestro, mentre imperversano botti e festeggiamenti, un presentatore televisivo in crisi matrimoniale e professionale decide di suicidarsi buttandosi giù dall’ultimo piano. Ma al momento decisivo si accorge di non essere da solo su quel grattacielo: c’è vicino a lui una donna disperata, senza lavoro e senza marito, alle prese con un figlio autistico. Anche lei sta per buttarsi giù. Ma spuntano anche una ragazzina di 15 anni, sedotta e poi lasciata da un ragazzo, e un musicista americano fallito, ora cameriere in una pizzeria, pure lui abbandonato dalla ragazza. Anche loro vogliono suicidarsi. Forse sono un po’ troppi…

La recensione de L’Indice
Prendete quattro loser , quattro persone sconfitte dalla vita che, per un motivo o per l’altro, decidono di farla finita. Fateli incontrare casualmente la notte di capodanno sul tetto di un edificio famoso in tutta Londra dal promettente nome di “palazzo dei suicidi”. Normalmente avreste una strage di gruppo e la fine della storia. Se invece siete in un romanzo di Nick Hornby la storia è appena cominciata e potete aspettarvi qualsiasi sviluppo, purché dall’alto tasso d’imprevedibilità e di “hornbiano” umorismo.
Martin è una stella cadente del demie monde televisivo: coinvolto in uno scandalo a sfondo sessuale, abbandonato dalla moglie, braccato dai tabloid e ancora convinto che quella ragazzina avesse veramente diciott’anni. Maureen, lei ha tutte le caratteristiche del personaggio costruito per strappare la lacrima: sedotta e abbandonata da ragazza, si ritrova oggi con un figlio adulto su una sedia a rotelle, vegetale, e nient’altro. JJ è un americano che credeva di essere una rockstar, aveva una band e una ragazza: adesso fa le consegne a domicilio per un pizzaiolo russo. E Jess – maleducata e volgarissima figlia del viceministro dell’Educazione – è semplicemente fuori di testa.
Non buttiamoci giù si apre con il loro incontro sul tetto dell’edificio, poco prima del fatale salto. La loro – e dello scrittore – scarsa fantasia sarà anche la loro salvezza: conoscendosi, parlandosi, scopriranno che, tutto sommato, avevano solo bisogno di qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere, di un gruppo che tendesse sotto di loro una rete di protezione. O che, quanto meno, tenesse la loro mente occupata, lontana da propositi suicidi: e, nel corso della narrazione, di cose di cui preoccuparsi ne avranno, parecchie.
Ma l’intreccio e lo spunto iniziale sono solo pretesti per seguire i personaggi nei loro discorsi, tallonarli nei pensieri più tortuosi o balordi, farsi sommergere dalla loro logorrea euforica, vagamente isterica, sempre pronta – anche nei momenti più inopportuni: con le gambe penzoloni da un cornicione – a cercare la battuta, a strappare l’applauso.
Ecco, il segreto dell’”hornbismo” è questa scrittura gesticolante, protesa verso il lettore nel tentativo di portarlo dalla propria parte: gli si rivolge continuamente, cerca di coinvolgerlo, di compiacerlo. La superficie brillante, il gusto felice per la battuta o il sarcasmo ben temperato, rivestono un fondo profondamente rassicurante che tende a confermare chi legge nelle sue certezze di saggio buonsenso, nei suoi presupposti più pigri e accomodanti. Questa strategia Hornby la attua facendo leva sull’autenticità: il suo lettore deve stringere un patto con il testo secondo cui tutto ciò che leggerà sarà interpretato come la registrazione sincera e senza filtri (tanto meno letterari) di una coscienza, la voce fedelmente riprodotta di un individuo alle prese con una quotidianità spesso grigia e frustrante.
Fin quando ha potuto ricorrere all’esperienza vissuta, attingendo a un autobiografismo più o meno spinto, fin quando Hornby doveva fare Hornby, insomma, tale condotta ha funzionato bene: Alta fedeltà (Guanda, 1996) e, soprattutto, Febbre a 90° (Guanda, 1997), oltre a essere romanzi molto divertenti e ben riusciti, sono anche fedeli carotaggi di un’epoca e di un paese – l’Inghilterra post-thatcheriana – visti con gli occhi della classe medio-bassa presa in mezzo al social change di quegli anni). Manca il bersaglio nel momento in cui cerca di allargare lo sguardo generalizzando i temi e i personaggi: l’autenticità si trasforma in un’estenuata retorica dell’autenticismo la cui preoccupazione principale è quella di dire “Sono vera! Sono una voce autentica!”.
Il romanzo è costruito dallo stretto alternarsi dei flussi di coscienza dei quattro protagonisti. Ma il tutto tende a ridursi a un mormorio ininterrotto, il brusio di una scrittura-pensiero senza silenzi: dietro alle quattro maschere c’è sempre la stessa faccia ghignante di Hornby, i suoi vezzi e le sue idiosincrasie. La caratterizzazione stilistica tende a sfumare, e le quattro voci a mescolarsi e confondersi nell’unico idioletto hornbiano. Le differenze psicologiche sono ridotte quasi a zero e i personaggi vengono identificati in base ai loro consumi piuttosto che a un’autentica umanità di cui sono palesemente privi.
Non buttiamoci giù: in ogni cosa c’è sempre il lato positivo. Ecco, vedetela così: il prossimo romanzo di Nick Hornby non potrà che essere migliore di questo. (Francesco Guglieri)


Un ragazzo | Hornby Nick
2006, Guanda | € 15,00
Will Freeman è un londinese trentaseienne, ma con molte caratteristiche e interessi da ragazzo, che vive di una rendita lasciatagli dal padre. Frequenta riunioni di genitori single, allo scopo di conoscere giovani mamme sole e piacenti. Ma gli capita di incontrare un ragazzino, Marcus, i cui genitori si sono da poco separati. Coinvolto nelle situazioni e nei problemi di un adolescente difficile, a poco a poco si trova a vestire i panni di padre.


Trentuno canzoni | Hornby Nick
2006, TEA | € 8,00
Trentuno canzoni che Nick Hornby associa a ricordi personali o che semplicemente lo hanno colpito, affascinato e accompagnato lungo tre decenni di appassionato ascolto. E visto che per Hornby il pop e il rock ricoprono un ruolo di primissimo piano, questo personalissimo viaggio musicale offre anche incursioni nella sua vita professionale e familiare, nelle sue paure e nelle sue speranze, nell’Inghilterra pre e post-thatcheriana e nell’America degli anni Settanta vista attraverso gli occhi di un adolescente inglese di allora. Ma le canzoni restano comunque al centro dell’attenzione, in un percorso originale e rigorosamente cronologico.


Una vita da lettore | Hornby Nick
2006, Guanda | € 15,50
Libri ricevuti, libri recensiti, libri comprati e mai letti, libri che prima o poi bisognerà leggere, libri letti davvero, finalmente: un labirinto di letture di tutti i generi, dai classici alle biografie degli sportivi, dalle raccolte di versi ai graphic novel, dai romanzi appena usciti a quelli imperdibili dell’800… Schiacciato dal mucchio delle letture a cui non si può rinunciare, Nick Hornby prova, con leggerezza e ironia, a trovare qualche criterio per orientarsi nel dedalo delle letture, racconta le sue preferenze e le sue antipatie e soprattutto restituisce una gioiosa voglia di leggere. Perché è vero che ogni tanto è meglio una partita di calcio… ma è anche vero che se il libro è bello, non c’è partita né concerto rock che tenga.


Trentuno canzoni | Hornby Nick
2003, Guanda | € 13,50
Trentuno canzoni che Nick Hornby associa a ricordi personali o che semplicemente lo hanno colpito, affascinato e accompagnato lungo tre decenni di appassionato ascolto. E visto che per Hornby il pop e il rock ricoprono un ruolo di primissimo piano, questo personalissimo viaggio musicale offre anche incursioni nella sua vita professionale e familiare, nelle sue paure e nelle sue speranze, nell’Inghilterra pre e post-thatcheriana e nell’America degli anni Settanta vista attraverso gli occhi di un adolescente inglese di allora. Ma le canzoni restano comunque al centro dell’attenzione, in un percorso originale e rigorosamente cronologico.


Come diventare buoni | Hornby Nick
2001, Guanda | € 15,00
Come si fa a diventare buoni? E soprattutto, che cosa significa essere buoni? Katie Karr non se l’è mai chiesto: una donna che ha scelto di diventare medico per aiutare gli altri e che ha cresciuto i figli ai valori morali più profondi non ha nemmeno bisogno di chiederselo. Finché quella donna non tradisce il marito. E allora il marito, David, decide di dare una svolta alla sua vita. Abbandona le arguzie sarcastiche con le quali non risparmiava nessuno, nemmeno la moglie e i figli, e rinuncia a versare veleno su tutto e tutti nella rubrica che firmava regolarmente su un quotidiano locale; insomma smette di essere “l’uomo più arrabbiato di Holloway” per diventare buono. Ma buono sul serio, facendo perdere a Katie ogni punto di riferimento.


Alta fedeltà | Hornby Nick
1999, Guanda | € 8,50
In una Londra irrequieta e vibrante, le avventure, gli amori, la passione per la musica, i sogni e le disillusioni di una generazione di trentenni ancora pieni di voglia di vivere. Romanzo che ha inaugirato il nuovo filone della letteratura “confessionale” maschile.


Febbre a 90º | Hornby Nick
1997, Guanda | € 15,00
La sorpresa. È questa la sensazione dominante in chi legge anche poche pagine del libro. Sembrerebbe impossibile che un libro sul calcio riesca a contenere una gamma così ampia di temi e personaggi, a sprigionare una tale carica di emozione ed umorismo. Raccontando la sua storia di tifoso, Nick Hornby ci descrive i multiformi aspetti di un’ossessione: le abitudini, i riti, i tic di un assiduo frequentatore di stadi.

La recensione de L’Indice
recensione di Thomson, G., L’Indice 1997, n. 8
(recensione pubblicata per l’edizione del 1997)

Giocato ad alti livelli, il calcio può vantare l’eleganza e la raffinatezza della poesia. Viene da domandarsi allora perché non ci siano più libri su questo argomento.
In un certo senso “Febbre a 90′” è un tentativo di colmare questo vuoto. Nick Hornby infatti non scrive da sociologo o da antropologo ma da tifoso. Non è certo da escludere che abbia letto trattati come “Massa e potere” di Canetti o “Il cosiddetto male” di Lorenz, ma il giovane autore inglese sceglie saggiamente di non schierarli come difensori: per lui la condizione mentale del fan si avvicina molto all’incapacità di intendere e di volere.”Per buona parte di una giornata qualsiasi, io sono un rimbambito”, confessa a pagina 2. Essere un tifoso vuole dire vivere quasi interamente nel passato e, ricostruendo minuziosamente la storia dell’Arsenal, la memoria di Hornby si rivela prodigiosa. Ma “Febbre a 90′” è molto più che una semplice lista di fatti e cifre.
La “recherche des parties perdus” è anche una ricerca della sua infanzia perduta. La sua ossessione per l’Arsenal è inestricabilmente legata al ricordo della separazione dei genitori.”Mi chiedo quanti altri tifosi, se dovessero esaminare le circostanze che li hanno condotti alla loro ossessione, potrebbero trovare qualche sorta di equivalente dramma freudiano” – riflette l’autore. Certamente la prima partita dell’Arsenal a cui assiste gli offre il terreno ideale su cui proiettare i propri traumi familiari e il rapporto tra la squadra perdente e i tifosi arrabbiati lo riconducono proprio alla relazione tra i genitori. Così la storia dell’Arsenal diventa per Hornby metafora per valutare le tappe principali della sua vita – le prime ragazze, gli anni dell’università, la breve carriera da insegnante e i primi tentativi falliti di diventare scrittore.
Tuttavia “Febbre a 90′” non è solo un’autobiografia ma è anche un affascinante studio sul ruolo del calcio in Gran Bretagna, uno dei due pilastri della cultura “working class” (l’altro è la pop music) con cui Hornby si identifica fortemente: “I ragazzi e le ragazze della grammar school del dopoguerra facevano un salto nel vuoto; nessuna delle culture disponibili sembravano appartenerci, così abbiamo dovuto afferrarne una al volo. E d’altronde, che cos’è la cultura inglese borghese e provinciale del dopoguerra? Jeffrey Archer ed Evita (…), i Goons, Adrian Mole e Merchant-Ivory (…) non c’è da meravigliarsi se volevamo tutti essere Muddy Waters o Charlie George”.Il fatto che Hornby assuma per scelta questa identità culturale gli permette di mantenere una certa distanza dal proprio fanatismo calcistico e di evitarne quindi gli aspetti più primitivi. La violenza, presente ai margini del testo fin dalle prime pagine – premonizioni di Heysel e Hillsborough -, viene condannata ma al tempo stesso contestualizzata. Queste tragedie, commenta l’autore, sono solo il risultato indiretto della violenza degli “hooligans”. La crudele ironia di Hillsborough, il fatto che le cancellate di sicurezza, costruite per impedire le invasioni di campo, impedirono invece ai novantasei tifosi di scappare dalla morte, svela piuttosto l’amore asimmetrico tra i tifosi pronti a dare tutto per la loro squadra e le società calcistiche che li trattano come bestie.
Tra nostalgia e riflessione culturale ci si può chiedere dove è finita la poesia del bel calcio. Ma ai veri tifosi non importa. Come dice Hornby, “io seguo il calcio per una marea di motivi, ma non vado per divertirmi e quando mi guardo attorno il sabato e vedo quelle facce accigliate in preda al panico, mi rendo conto che anche per gli altri è la stessa cosa”.”Febbre a 90′” è questa cosa, ma anche molto di più.