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Edizione 2011: organizzazione al via!

Si parte! Ma per riuscire abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. In particolare di chi ha voglia di sbilanciarsi: c’è qualcuno disposto a dire di sì fin da subito? L’idea è di fare almeno un concerto on demand: si raccolgono le sottoscrizioni minime necessarie, si versa la quota e l’artista si esibisce solo per noi. Senza rischi, spese, calche, stress. Tune up!

L’anno scorso furono Dirk Hamilton e Willie Nile. E quest’anno? Potrebbero essere ancora loro. Più altri, magari. O forse artisti diversi.
Le idee sono tante, ma lo spirito rimane lo stesso: grandi musicisti in grandi contesti. Musicalmente parlando, s’intende. Quindi niente megaeventi, niente superstar.
L’idea? Un festival on demand. Su misura, quasi. Si fissano per tempo la band, il cachet, la data e il luogo. Dopodichè si lancia una sottoscrizione tra gli appassionati, gli amici, chi è già venuto e chi non è potuto venire, l’anno scorso, ma è come se fosse stato lì.
La domanda: sei disposto a impegnarti per 15 (o 10, o 20…) euro ed avere un festival solo per te e per quelli come te? Quota minima, insomma, tanto per partire con le spalle coperte e le spese pagate. Il resto del lavoro è gratis, lo facciamo noi, per pura passione. Guadagno zero. Solo rock and roll per gente che ama il rock and roll.
Un concerto per noi soli, fatto come in casa nostra, con i musicisti che suonano per noi e sanno che noi siamo lì per loro. Nulla di casuale.
Potremmo essere 50 o 500 o 5.000. Non importa. Più saremo, più il prezzo sarà basso. Meno saremo, più il concerto sarà intimo.
E non finisce qui.
Stiamo pensando a dei “garden concerts” acustici, fatti nel giardino di casa nostra. Set acustici: il musicista, poche decine di spettatori-amici, un contributo in denaro giusto per pagare il cachet e le spese di una cena tutti insieme, band inclusa, in una casa privata. Niente pubblico spettacolo, niente grane.
Che ne pensate? Fatecelo sapere!
Mandate idee, consigli, pareri, suggerimenti, richieste a info@cretesenesirockfestival.it.
Restate in contatto.
Ciao a tutti,

la Scuola Esegetica

Crete Senesi Rock Festival 2011: si parte. Chi c’è?

Dopo l’edizione d’esordio, sta prendendo forma la seconda. Con qualche innovazione, parecchie idee, errori da correggere, entusiasmi da mantenere, adrenalina da contenere. Dalla prossima settimana tutto su www.cretesenesirockfestival.it. Lo scopo? Sempre lo stesso: my my hey hey, hey hey my my

Nel 2010 fu la prima volta: Willie Nile e Dirk Hamilton, un bagno di sangue, di fatica, di spese, di divertimento, di imprevisti e soprattutto di musica. Grandi concerti per pochi, ahinoi, eletti.
Quest’anno ci riproveremo (almeno spero!) con i soliti amici e qualche novità alla quale stiamo pensando. I problemi sono gli stessi, quindi bisogna risolverli. Forse abbandonare qualche illusione, senza rinunciare ai principi.
Idee in testa, tante: concerti gratuiti, altri on demand (cioè solo su prenotazione ma a prezzo di costo), nuovi e vecchi musicisti.
La cosa consolante è che parecchia gente ha cominciato a chiederci con grande anticipo se rifaremo il festival. E quando. E come. Buon segno, segno che qualcosa si è seminato. Silenzio invece da altri fronti (e forse non è un male).
Comunque sia, da domattina cominciano le grandi manovre per rimettere insieme la baracca e darsi appuntamento quest’estate nelle Crete Senesi.
Tutti gli interessati rimangano in contatto (stay tuned, avrebbe detto qualcuno) seguendoci su www.cretesenesirockfestival.it.
A presto…

fonte www.alta-fedelta.info

CSRF 2011: iniziate le grandi manovre. Formula rinnovata, concerti “on demand” ed esibizioni “private”. In the “heart of Crete Senesi”, of course…

Cari amici,
c’è voluto un po’ per chiarirsi le idee e valutare il da farsi, ma il dado è tratto: sono cominciati ufficialmente i preparativi per l’edizione 2011 del Festival.
Moltissime le novità.
Innanzitutto un cartellone “diffuso” nel tempo (con concerti spalmati in vari periodi dell’anno) e nello spazio con nuove location e formule innovative di organizzazione. Anche nuovi artisti, ovviamente (per ora segreti ma presto ci saranno sorprese), assieme alle vecchie conoscenze.
E’ soprattutto sul piano della formula che stiamo concentrando i nostri sforzi: per restare nel rigoroso solco del “no profit”, ma anche evitare rischi economici insostenibili, vogliamo mettere a punto un sistema che consenta a noi e a voi di organizzare il nostro concerto “personale”. In pratica un sistema “on demand” in cui gli interessati sottoscrivono un biglietto a prezzo di costo e il cui lo spettacolo si svolge solo una volta raggiunto il numero minimo di sottoscrizioni.
Così tutti pagano il minimo, senza rischi, e si è certi che gli artisti suoneranno solo per quelli che li hanno fortemente “voluti”.

Teniamoci in contatto su questo sito e seguite gli sviluppi, ci sarà da divertirsi!
Leonardo, Riccardo e Stefano.

La grande lezione di Dirk Hamilton al Crete Senesi Rock Festival. Perchè it’s not only rock and roll.


Più che la grande professionalità, la simpatia, la disponibilità, il realismo e lo spiccato senso del quotidiano del musicista dell’Indiana, è ogni volta il suo spessore emotivo di compositore e di interprete a colpire. Davanti ad alcune decine di persone il songwriter ha suonato con la medesima forza e la medesima sincerità che avrebbe espresso di fronte a una platea di migliaia di spettatori, o da solo di fronte allo specchio di casa sua: senza nascondere nulla, autoidentificandosi in tutti.

Il momento della verità arriva per tutti. Per i musicisti e per il pubblico. Per il pubblico, quando è chiamato a riconoscere la bontà della musica, la sua sincerità, la sua profondità, ma anche il livello della propria dichiarata, facilmente simulabile passione. Per il musicista, quando è tenuto a offrire, lasciando sullo sfondo il facile salvagente dello spettacolo in sè, ciò in cui effettivamente consiste la sua arte. Ovvero la miscela di talento e di mezzi espressivi per riuscire a toccare corde condivise, per evocare immagini, per suscitare sentimenti non superficiali, per accompagnare a soglie di superiore consapevolezza.
In questi termini, la lezione che ieri sera a Rapolano Terme Dirk Hamilton e i Bluesmen hanno impartito durante la serata inaugurale del Crete Senesi Rock Festival (minirassegna che io stesso, per pura passione, ho allestito con pochi amici appassionati come me) è stata magistrale. Tale da compensare anche le piccole amarezze, gli stress organizzativi, i tradimenti dell’ultimo minuto.
Quando, a sorpresa, il musicista dell’Indiana ha attaccato una travolgente versione di “Dark end of the street”, il classico scritto da Dan Penn e interpretato, non a caso, da molti grandi (James Carr, Richard Thompson, Flying Burrito Brothers ad esempio), al cospetto degli spettatori si è materializzato qualcosa di difficile da definire, di mutevole, di ondeggiante. Non solo la figura di un grande performer e di un musicista raffinato, colto, ricco di una tavolozza screziata e di ottime letture. Perchè Hamilton ha anche e soprattutto Read More »