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CSSRF estate 2013 in arrivo: Clavesana (CN), 8 e 20/7

James Maddock (8/7) e Dirk Hamilton (20/7) protagonisti del Festival 2013 “summer edition”: concerti “privati” dei nostri amici delle Langhe, che però regalano l’ingresso (concerto + cena!) ai primi 30 che si prenotano. Hurry up!

Così, forse, starà diventando un po’ meno “random” del solito (è la seconda volta in sei mesi che torniamo lì, ma è esattamente quello che volevamo: trovare posti che desiderino noi almeno quanto noi desideriamo loro, in quanto condividiamo la stessa idea), ma l’edizione estiva del Crete Senesi Random Rock Festival 2013 si svolge quest’anno di nuovo a Clavesana (CN), nelle Langhe profonde, con le vigne di Dolcetto, le bottiglie di Dogliani e i vignaioli a fare da (certamente non passivi) spettatori.

La formula è sempre la stessa e, permetteteci di dirlo, vincente: una cantina che fa vini di qualità (Clavesana) sposa la musica d’autore e la ospita sostenendo un festival “di nicchia” (cioè il nostro).
Concerti coerenti in tutto e per tutto allo spirito del CSRRF (grandi musicisti con piccoli show per piccole audience in piccoli luoghi, meglio se in campagna). Il tutto circondato da un contesto rurale di festa, con vini e prodotti tipici.
Sono concerti per gli amici, ma non solo: l’organizzazione mette infatti a disposizione dei primi che si prenoteranno (scrivendo a manuela@inclavesana.it oppure chiamando Manuela allo 0173/790451) 30 ingressi gratuiti per ognuno dei due concerti, incluso spettacolo e cena!
Due gli appuntamenti:
Lunedì 8 luglio, ex scuola elementare delle Surie di Clavesana, ore 21.30: James Maddock Band.
Sabato 20 luglio, chiesa di Sant’Anna alle Surie di clavesana, ore 20.00: Dirk Hamilton con Roberto Formignani.
Maddock, songwriter inglese di suoni e umori springsteeniani (qui) da anni trapiantato a New York, è un artista che, per mood e ispirazione, sembra taglia apposta per il nostro Festival.
Hamilton è, semplicemente, uno dei più grandi cantautori in attività, figura leggendaria che da quarant’anni naviga in sospensione tra ballate (qui), r&b, rock and roll.
E potrebbe non essere finita qui…

La grande lezione di Dirk Hamilton al Crete Senesi Rock Festival. Perchè it’s not only rock and roll.


Più che la grande professionalità, la simpatia, la disponibilità, il realismo e lo spiccato senso del quotidiano del musicista dell’Indiana, è ogni volta il suo spessore emotivo di compositore e di interprete a colpire. Davanti ad alcune decine di persone il songwriter ha suonato con la medesima forza e la medesima sincerità che avrebbe espresso di fronte a una platea di migliaia di spettatori, o da solo di fronte allo specchio di casa sua: senza nascondere nulla, autoidentificandosi in tutti.

Il momento della verità arriva per tutti. Per i musicisti e per il pubblico. Per il pubblico, quando è chiamato a riconoscere la bontà della musica, la sua sincerità, la sua profondità, ma anche il livello della propria dichiarata, facilmente simulabile passione. Per il musicista, quando è tenuto a offrire, lasciando sullo sfondo il facile salvagente dello spettacolo in sè, ciò in cui effettivamente consiste la sua arte. Ovvero la miscela di talento e di mezzi espressivi per riuscire a toccare corde condivise, per evocare immagini, per suscitare sentimenti non superficiali, per accompagnare a soglie di superiore consapevolezza.
In questi termini, la lezione che ieri sera a Rapolano Terme Dirk Hamilton e i Bluesmen hanno impartito durante la serata inaugurale del Crete Senesi Rock Festival (minirassegna che io stesso, per pura passione, ho allestito con pochi amici appassionati come me) è stata magistrale. Tale da compensare anche le piccole amarezze, gli stress organizzativi, i tradimenti dell’ultimo minuto.
Quando, a sorpresa, il musicista dell’Indiana ha attaccato una travolgente versione di “Dark end of the street”, il classico scritto da Dan Penn e interpretato, non a caso, da molti grandi (James Carr, Richard Thompson, Flying Burrito Brothers ad esempio), al cospetto degli spettatori si è materializzato qualcosa di difficile da definire, di mutevole, di ondeggiante. Non solo la figura di un grande performer e di un musicista raffinato, colto, ricco di una tavolozza screziata e di ottime letture. Perchè Hamilton ha anche e soprattutto Read More »